Aggiornamenti del blog e della nuova azienda "Open Software Point ©" con sede a Malta

Vi porgo un ben ritrovati nel mio blog aziendale.

Come avrete notato è dal mese di Giugno 2015 che non ho più aggiornato il blog con le ultime notizie non solo sul software e sui vari prodotti disponibili su Amazon ma anche sulle novità della nuova azienda che sto creando a Malta, ovvero il primo centro “Open Software Point ©”.

L’attività è già legalmente attiva ma non c’è ancora una sede attiva dove accogliere la clientela e per adesso si interviene direttamente presso la sede del cliente o tramite assistenza remota, pertanto esiste una sede legale temporanea ma non è possibile accogliere fisicamente la clientela in quanto sono ancora in attesa della risposta di Malta Enterprise per i fondi che servono per aprire il primo centro, così per l’autorizzazione all’apertura di un conto corrente maltese, anche se per adesso opero con il conto corrente italiano.

Aggiornamenti sulla nuova azienda “Open Software Point ©” con sede a Malta

Nel video ho illustrato alcune novità e aggiornamenti vari su questo periodo estivo in cui sono stato impegnato a Malta per la creazione della nuova azienda, così come il nuovo sito web che è ancora in allestimento. Ricordate naturalmente di lasciare un bel “mi piace” al video.

 

La pubblicità e la bozza del volantino

Mentre mi trovavo a Malta, in collaborazione con il mio collega Vincenzo Farruggia, abbiamo realizzato un volantino con una facciata in lingua italiana, vista la forte presenza di italiano sull’isola, e l’altra in lingua inglese in quanto è una delle due lingue ufficiali di Malta (l’altra è il maltese). (cliccare per ingrandire)

Il volantino riporta il prezzo di lancio per tutti i clienti che avrebbero portato il loro computer presso la nostra sede ed effettuare la migrazione da Windows a Linux che comprende:

  • salvataggio di backup di tutti i dati del cliente,
  • formattazione,
  • installazione del sistema operativo GNU/Linux (Linux Mint, Ubuntu o altre derivate),
  • configurazione ad hoc del medesimo sistema a seconda delle esigenze del cliente.

Il prezzo della migrazione è in via promozionale, € 75,00 VAT 18% inclusa (quindi IVA maltese).

Inoltre è disponibile il nuovo contratto del servizio di assistenza remota a questo link, oppure alla pagina di assistenza, che include anche le informazioni sui nuovi prezzi dell’assistenza diretta on site presso il domicilio o l’azienda del cliente richiedente in territorio maltese o nel caso ci trovassimo in territorio italiano in via occasionale.

Soprattutto la migrazione a Linux è quella che viene spinta maggiormente, tuttavia se il cliente non può fare a meno di Windows per logiche motivazioni l’assistenza su sistema operativo Microsoft Windows è comunque garantita.

Una volta che il contratto è stato firmato e inviato secondo le istruzioni riportate nel medesimo via fax o scansione e una volta emesso il bonifico bancario avrete modo di ottenere la nostra immediata assistenza per i computer della vostra azienda, di conseguenza l’assistenza remota resta il mezzo più valido per raggiungervi e fornirvi supporto tecnico in qualunque parte del mondo vi trovate.

Avvaletevi dei nostri servizi professionale senza alcuna esitazione, per info potete fare riferimento alla pagina dei contatti oppure vengono riportati qui sotto i nuovi contatti aziendali, compreso Skype.

Open Software Point © - Mannara Valentino Francesco
support services and consultancy, remote support,
promoter of operating systems based on Linux and Open Source software,
graphic arts creations, creating websites / corporate blogs / e-commerce sites

27, FUNSHINE
Triq il-hatab Flat 1
St Pawl il-Bahar, St Pawl - SPB 2860 Malta

Tel. ITA VoIP: +39 06 916508748
Mobile Italy: +39 347 7928006
Mobile Malta: +356 77048429
Skype: opensoftwarepoint
E-mail: info@opensoftwarepoint.com
Web: www.opensoftwarepoint.com

Non mi resta quindi che aspettare le vostre richieste di assistenza tecnica e vi porgo un cordiale saluto.

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2 Thoughts to “Aggiornamenti del blog e della nuova azienda "Open Software Point ©" con sede a Malta”

  1. Un tizio

    La gente che si lamenta che "c'è crisi, non ci sono soldi, se Linux è gratis devi farmi assistenza gratis, visto che ci hai messo le mani una volta ora mi fai assistenza gratis a vita, non capisco come faccia tu a costare così tanto se devi solo pesticciare tasti su una tastiera e mio cuGGGGGino lo fa a metà prezzo" è una piaga ben nota a chiunque abbia a che fare con l'assistenza informatica in Italia.

    Mediamente questa gente non ha idea di cosa sia l'informatica. Ad esempio ho l'impressione che "l'azienda di betting con dipendenti viziati e piagnoni" di cui parli non avesse capito che quei computer andavano ancora bene, che erano ancora utilizzabili: "va piano (perché è tutto intasato di virus), cambiamo tutto e via".

    Un altro esempio ancora più notevole: qualche tempo fa, una minuscola azienda di consulenza informatica mi chiede se voglio realizzare un semplice programma che deve interfacciarsi col gestionale di un loro cliente e inserire alcuni dati. Pagamento a lavoro compiuto (con ricevta di prestazione occasionale, tanto sono ancora uno studente); una cifra irrisoria per il lavoro di realizzare un programma da zero, ma era il massimo che il cliente aveva stanziato.
    Procedo a realizzare il programma, le difficoltà sono enormi perché il cliente non riesce a decidersi su cosa deve fare esattamente questo software, le indicazioni sono contraddittorie, nessuno sa nulla e soprattutto: come faccio a collegarlo al database del gestionale? Mi è stato consegato un PDF che indicava quali righe dovevo inserire in quali tabelle, ma anche quello era ambiguo.
    Il gestionale tra l'altro gira solo su Windows e solo su MS SQL Server, quindi ho dovuto installare XP in una macchina virtuale, infilarci dentro SQL Server e importare un dump del database di esempio di questa aberrazione della natura.
    Dump tra l'altro in formato sbagliato. Bastava cercare su Google e si trovava in un attimo la procedura corretta per esportare e importare, ma no, meglio tirare fuori un file usato internamente da SQL Server e darmelo così, poi me la sbrigo io in qualche modo a importarlo in un pezzo di software che non ho mai usato in vita mia, no?
    L'azienda di consulenza è specializzata nell'assistere clienti che usano quel gestionale, quindi suppongo che chi ci lavora abbia qualche vaga conoscenza di SQL Server. Supposizione sbagliata, evidentemente.
    Con un po' di reverse engineering e intuizione riesco a far funzionare tutto, alla fine.
    L'azienda procede all'installazione del programma al cliente. Si scopre immediatamente che in qualche modo il cliente ha SQL Server 2000 (non più supportato da Microsoft) su Windows 7 (col quale non è compatibile quindi non capisco come abbiano fatto a installarlo). La libreria che ho usato nel programma supporta SQL Server da 2005 in poi, quindi procedono ad aggiornare in qualche modo questo database pieno di dati business-critical senza backup direttamente sul server di produzione e installano SQL Server 2005.
    Io avevo suggerito di creare un utente apposito per il mio programma, concedendogli permessi di lettura e scrittura solo alle tabelle che deve modificare, per evitare che bug catastrofici piallassero tutto il database o che qualche malintenzionato sfruttasse l'utente per fini loschi (il programma dev'essere installato su alcuni portatili, che se vengono effettivamente portati in giro possono essere rubati, e memorizza la password del database in chiaro in un file di configurazione perché non si può fare altrimenti). Avevo anche detto qual era il comando per fare ciò. Ovviamente hanno configurato il programma usando l'utente di "root" con permessi totali su tutto e password banalissima.
    Il cliente è soddisfatto perché il programma funziona benissimo anche se il codice fa schifo ed è instabile perché ho avuto troppo poco tempo per fare tutto questo lavoro, l'azienda di consulenza è soddisfatta perché il cliente è soddisfatto e non importa la qualità del codice, io mi sento male nel vedere come hanno configurato il database e il programma ma almeno mi hanno pagato.
    Tra l'altro mi avevano detto, lamentandosi, che avevano provato ad appaltare il progetto a ditte specializzate nel "software su misura" e tutte avevano chiesto dieci volte tanto quello che mi hanno dato.
    Per pura curiosità ho fatto un calcolo: se mi avessero pagato per le ore di lavoro effettive lo stipendio medio di un informatico neolaureato, mi avrebbero pagato esattamente quello che chiedevano le altre ditte.

    Insomma, ancora non ho capito perché le professioni inerenti l'informatica sono tenute in così scarsa considerazione. Esisterà qualche soluzione, a parte emigrare o scegliere con cura i clienti cercando quelli illuminati (e di conseguenza fallire perché sono troppo pochi e non puoi tenere aperta un'azienda solo con quelli)?

    P.s. adesso mi leggo anche i post più recenti.

    1. Quindi puoi capire il cruccio di noi professionisti.
      Che poi che tu sia uno studente oppure no non ha nessuna importanza, se fai un lavoro di qualità professionale è quindi giusto e legittimo che ti comporti come un professionista.
      Tuttavia devi sempre prospettare al cliente un regolare preventivo con caratteristiche del progetto da eseguire e il prezzo richiesto, no ha alcun senso provvedere diversamente perché il cliente si sentirà sempre autorizzato a fare il furbo disonesto.
      Bisogna sempre mettere tutto per iscritto e devi regolarizzare tutto, non puoi permetterti di fare diversamente.
      Altrimenti capiteranno sempre i problemi che hai giustamente illustrato e questi tizi capricciosi proliferanno sempre in questa Italia ormai morente e retrograda.

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