Diventare professionisti Freelance, istruzioni per l’uso

In questi giorni di pausa dal lavoro mi sto prendendo il tempo di leggere anche alcuni articoli di altri blogger e che ho trovato molto interessanti, in questo caso mi ha colpito molto un articolo sui noi professionisti indipendenti e Freelance scritto dalla blogger Marianna Norillo

Nel suo articolo Marianna ha spiegato molto bene gli errori più comuni di coloro che vogliono diventare Freelance e spesso si buttano a capofitto senza calcolare le conseguenze di determinate azioni, pertanto vi invito a leggere il suo articolo per capire a fondo di cosa si tratta.

Ma oltre alle cose che Marianna ha scritto ci tengo ad aggiungere altri punti che ritengo molto importanti e invito tutti voi a rifletterci sopra, quindi non sorprendetevi se in qualche frangente mi permetto di aggiungere qualche parola colorita, ma senza essere volgari, userò comunque parole molto dirette.

Primo passo da compiere: il blog

Ritengo che il primo passo da compiere per qualsiasi professionista che si rispetti è quello di sfoderare prima fra tutte l’arma principale, ovvero il proprio blog che diventa il canale di comunicazione principale con il pubblico e con potenziali clienti. Quindi WordPress è il software Open Source più famoso e chiaramente più adatto per il blogging e per l’ottimizzazione SEO.

E per la parola “blog” non intendo quella di avvalersi di un servizio gratuito come Altervista, Blogger e simili, si vuole invece additare a creare il vostro blog in maniera totalmente indipendente, con un indirizzo che riporti il vostro nome o il nome della vostra attività.

Questo vi impedirà di essere identificati come ciarlatani o falsi professionisti che millantano di essere tutto e invece non sono niente e nessuno, esattamente come scrissi in questo articolo a Giugno del 2016.

Infatti un cosiddetto professionista che propone o usa un servizio email gratuito come Libero (questo il peggior servizio gratuito), Yahoo, Hotmail, Gmail e simili dimostra che non investe in servizi professionali e dimostra a tutti gli effetti di essere una sorta di poveraccio che tende ad arrangiarsi e che quest’ultimo dimostra a priori che non può fornire alcun servizio professionale se esso non è il primo ad adottarli; praticamente è la stessa cosa quando si pretende di vendere un prodotto qualsiasi senza conoscerlo, quindi non si può rispondere a nessuna domanda che il potenziale cliente farà perché quest’ultimo riceverà una risposta inconcludente o peggio ancora si sentirà dire delle grosse bugie, con risultati chiaramente disastrosi che in Italia ben conosciamo proprio perché ci sono molti mediocri e millantatori.

Oltre a questo avere il vostro blog completamente indipendente vi permetterà di avere ulteriori benefici come ad esempio spazio a volontà e quindi non avrete più i limiti imposti dai servizi gratuiti.

Uno dei migliori servizi hosting che forniscono molto spazio ad un budget tutto sommato ridotto sono quelli proposti da Netsons, infatti per soli € 18,30 l’anno IVA inclusa l’azienda offre:

  • Spazio web su disco Illimitato
  • 1 dominio incluso per un anno *
  • Gestione DNS e Nameserver
  • Supporto Let’s Encrypt
  • A partire da 10 caselle di posta
  • Il tuo sito con 1 click!
  • Antivirus
  • Antispam
  • Database Opzionale

Disgraziatamente però sono in molti in Italia ad essere restii ad investire anche piccole somme ed è quindi proprio il caso di dire che costoro non solo fanno molta fatica a capire ma si esortano costoro ad evitare di iniziare con questo lavoro se non si prende coscienza che gli investimenti in un’attività indipendente sono invece all’ordine del giorno.

Da tenere ben presente che la creazione di un blog aziendale o comunque professionale è competenza dei più esperti, sebbene WordPress sia liberamente scaricabile.

Quindi la creazione di un blog professionale (per un professionista che conosce il mestiere) richiede comunque un investimento di tempo, denaro ed energie… tuttavia chi non ha competenza nel campo è solito chiedere aiuto “a gratis” come al solito sul web e da altre fonti che spesso forniscono soluzioni in teoria a basso costo ma con risultati chiaramente deludenti.

Se desiderate l’aiuto invece di noi esperti del settore dovete essere coscienti che un blog professionale e/o aziendale richiede determinati costi e investimenti da affrontare, se invece non volete capirlo lasciate perdere a priori.

Investire tempo, denaro ed energie

Come accennato poco fa gli investimenti per un servizio hosting sono solo la punta dell’iceberg, esistono anche gli investimenti non solo quelli monetari ma anche in termini di tempo ed energie.

Noi tecnici informatici ad esempio ben conosciamo il valore degli investimenti perché gli strumenti come i software e i computer scelti con attenzione (e l’attrezzatura correlata) servono ovviamente per offrire il miglior servizio possibile ai clienti più esigenti. Sarebbe infatti umiliante per un professionista non poter fare nemmeno il backup di sicurezza ai clienti più disattenti e che questi ultimi di fare il backup non ci pensano proprio.

I fattori tempo ed energie sono stati anche menzionati anche dalla blogger Marianna Norillo in questo suo articolo che ho letto con molta attenzione perché ricalca alla perfezione l’impegno che noi professionisti riversiamo nel nostro lavoro ogni giorno e che spesso rischia di prenderci molto tempo avendo ripercussioni sulla nostra psiche e sulla nostra vita familiare e sociale.

E come ha ben ricordato su Facebook anche il mio collega, Alberto Cattagni che attualmente vive e lavora a Tenerife, un professionista deve investire anche tempo e denaro per aggiornarsi costantemente per offrire il miglior servizio possibile alla clientela.

Questo sforzo in termini professionali, mentali ed economici va necessariamente riconosciuto dalla clientela che giustamente pretendono un servizio sempre all’avanguardia e ai massimi livelli e come giustamente ha ricordato Alberto “la professionalità si paga”.

Scrivere in maniera chiara e corretta

Ogni volta che un testo viene scritto dobbiamo sempre riguardarlo, rileggerlo, rivalutare parole erroneamente ripetute o anche errori che ci sono sfuggiti durante la stesura del testo.

Noi professionisti freelance siamo spesso anche blogger e di conseguenza ciò che scriviamo viene formulato al momento mentre battiamo il testo al computer, tuttavia iniziamo sempre con un concetto e con ragionamenti ponderati che già ci facciamo nella testa.

Spesso sono frutto di attente riflessioni basate sulla vita reale di tutti i giorni e dalle nostre esperienze quotidiane con la clientela o con la nostra vita privata, magari sono anche frutto di difficoltà quotidiane e prendiamo anche discorsi su base etica e sociale.

In ogni caso, qualunque sia il motivo per cui scriviamo, dobbiamo fare sempre attenzione cosa scriviamo e come lo scriviamo. Stiamo comunicando con gli utenti e spesso la prima impressione è quella che conta, a maggior ragione con un pubblico difficile come quello italiano che spesso si stanca di leggere articoli abbastanza lunghi, anche se possono apparire interessanti.

Gli errori grammaticali sono la parte più odiosa per un blogger alle prime armi perché bisogna essere coscienti che l’utenza italiana è subito pronta a puntare il dito e tende sempre a ridicolizzare coloro che scrivono in un determinato modo (ma spesso sono proprio costoro che fanno anche errori peggiori, come si suol dire nel linguaggio comune è come “il bue che dà del cornuto all’asino”).

Nel caso di noi italiani è chiaro che conoscere la lingua italiana è la base di tutto per redigere un testo (anziché “redarre“, errore comune di chi non ha studiato l’italiano).

Di conseguenza è infantile scrivere alla maniera degli sms oppure usando la lettera “K” in determinate parole ed è altrettanto infantile e da svogliati scrivere poche righe e riportare un filmato tratto da YouTube perché non si vogliono sprecare parole.

Sono tutti fattori che allontanano gli utenti e i potenziali clienti.

Un’idea che potrebbe essere utile per il blogger alle prime armi è quella di redigere il testo su LibreOffice e al termine del testo scritto usare il correttore ortografico per capire che cosa abbiamo sbagliato. Quindi solo dopo che lo abbiamo letto a voce e lo abbiamo quindi rivisto almeno un paio di volte allora lo possiamo inserire nel nostro articolo.

Anche a me personalmente mi capita di ripetere erroneamente sempre le stesse parole magari nella stessa frase ed è una cosa a cui devo fare spesso attenzione perché si tende a diventare troppo pignoli (o anche logorroici con sé stessi e con gli altri) o peccare di eccessiva precisione nel focalizzare magari dei concetti che si fanno al momento nella propria testa.

Non fate comunque l’errore di fare copia/incolla di altri articoli o se vogliamo citare qualcosa lo facciamo linkando di conseguenza l’articolo o la pagina web da cui lo abbiamo preso.

Fate sempre riferimento al Creative Commons per proteggere i vostri contenuti e gli articoli che scrivete.

Il nostro logo e i nostri contenuti ci identificano

È bene ricordare che è il nostro blog, non quello di un altro, quindi dobbiamo rendere ogni contenuto unico. Dopotutto il nostro blog sta parlando di noi, del nostro lavoro e di ciò che vogliamo comunicare.

Anche gli elementi grafici e i video che abbiamo creato e caricato su YouTube fanno parte del nostro repertorio, di conseguenza devono essere nostri e non presi da altri, naturalmente escludendo le immagini libere e free che possiamo reperire in rete per illustrare al meglio i nostri articoli, proprio come ho fatto fino ad ora negli articoli pubblicati su questo blog.

Da prendere in seria considerazione anche le potenzialità di un logo, esso è il marchio di fabbrica del nostro blog, della nostra identità, di ciò che siamo e di quello che facciamo.

Da ricordare che un logo fa sempre venire in mente un qualche tipo di prodotto, prendendo ad esempio lo storico logo della Coca Cola che dalla fine dell’800 richiama alla mente la famosa bevanda e quindi comunica al pubblico qualcosa di ben definito e conosciuto da sempre.

Alla stessa maniera dobbiamo pensare ad un nome o un marchio che ci rappresenti, magari anche nella nostra personalità, un colore che amiamo, un animale, un concetto o un’idea. Tuttavia qualsiasi cosa vogliamo comunica l’importante è che sia qualcosa di nostro e di unico (ricordando di proteggere il nostro marchio magari mettendolo in copyright).

Il logo potete crearli voi stessi ma se decidete di affidare tale lavoro ad un altro professionista ricordate che può costarvi anche qualche centinaio di euro e non rifugiatevi dietro la solita scusa che “è solo un piccolo” logo” o altre scusanti di vario tipo.

Se volete che il vostro lavoro sia rispettato e ben pagato fate la stessa cosa con il lavoro che commissionate ad altri. Scartate la mediocrità mentale a priori.

Sempre connessi sui social

È ormai risaputo che nell’era dei social questi ultimi sono un mezzo molto potente per condividere tutti i nostri contenuti e inizialmente per farvi conoscere in fretta potreste investire qualche soldo nelle inserzioni a pagamento di Facebook.

Tuttavia WordPress offre molti strumenti per condividere in tempo reale su molti canali e pagine social, infatti grazie al plugin Jetpack che contiene una serie di strumenti contiene anche la funzione di condivisione e ogni volta che pubblichiamo un articolo sarà pubblicato allo stesso tempo anche sugli account social che avremo opportunamente collegato.

Frequentare gruppi e farvi aiutare ad altri vostri amici e contatti con il classico passa parola sono delle buone soluzioni iniziali per farvi conoscere… ma appunto solo all’inizio, dopotutto non potete chiedere ai vostri amici di rendere noto ogni cosa che pubblicate ed ecco perché il plugin menzionato prima e pagare qualche inserzione possono esservi molto utili per iniziare e allargare la vostra cerchia di contatti (quindi non siate avari).

Monetizzare con il nostro blog

Questo è un punto molto caldo perché molti blogger freelance vorrebbero monetizzare i loro contenuti ma sono in molti ad ottenere risultati fallimentari, il motivo è che molti non sono brillanti nel comprendere che occorre inserire dei contenuti di rilievo per essere accettati da servizi come Google Adsense e programmi di affiliazione come quelli promossi da Amazon, GearBest e altri servizi più o meno conosciuti.

Spesso bombardano l’utente di pubblicità pensando erroneamente di monetizzare più in fretta, in verità bisogna lasciare che la nostra passione nello scrivere o inserire contenuti magari interessanti possa prendere invece il sopravvento.

Lasciamo quindi che le nostre passioni permettano di riempire il nostro blog con le nostre creazioni, i nostri lavori, la nostra conoscenza, esperienza, passione o altro… e tutto il resto verrà da sé.

È risaputo che la gente ama vedere quando qualcuno ama il suo lavoro ed è evidente in quello che fa.

Nel mio caso sono anche un recensionista (in inglese conosciuto come “reviewer”) e su questo blog e anche sul profilo Amazon sono state pubblicate decine e decine di recensioni.

Per iniziare ad esempio a diventare recensionisti e guadagnando anche in oggetti che vi vengono spediti gratuitamente è proprio quello di recensire i vostri acquisti o recensire anche ciò che non avete acquistato ma che conoscete bene, in questo modo potrete essere meglio conosciuti scalando anche la classifica dei reviewer su Amazon ed essere contattati dai venditori che vi forniranno dei codici coupon per acquistarli con il 99% o il 100% di sconto.

Da tenere bene a mente che l’oggetto che vi spediscono è il pagamento per il vostro disturbo nel recensire il prodotto, quindi proprio gratis non è, risulta comunque frutto del vostro lavoro ed è bene che anche gli altri vostri amici, familiari e/colleghi lo capiscano, infatti può capitare che qualche rivenditore vi chieda un ulteriore impegno nel redigere l’articolo e di conseguenza la recensione, magari correlata con fotografie in alta risoluzione e qualche video, quindi dovrete attrezzarvi in tal senso (e comporta un ulteriore piccolo investimento).

Non svendetevi e mettetevi in regola

L’errore di molti dilettanti “Made in Italy” è proprio quello di pensare di fare tutto in nero con la scusante che sono appena all’inizio… grosso errore! Non coltivate un pensiero pieno di scusanti di vario tipo. Qui potete trovare una semplice guida su come identificare i cattivi clienti.

Sia che siate appena all’inizio, siete dei blogger oppure che fornite servizio traduzioni per testi e documenti o altro è opportuno quindi ricordarvi che dovete mettervi in regola, quindi possedere una regolare partita IVA (o VAT) per fatturare tutti i vostri lavori e mettete bene in chiaro i prezzi delle vostre prestazioni con un listino pubblico. Come si suol dire… “patti chiari, amicizia lunga”. Informatevi nel paese di vostra competenza e nel caso dell’Italia potete avvalervi del regime fiscale agevolato. Info a questo link e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per concretizzare gli accordi con i clienti e tutelarvi legalmente potete prendere a modello il contratto Open Source di Oscon e che potete modificarlo comodamente con LibreOffice con i vostri dati e quant’altro. E ricordate che chi è in buona fede non ha difficoltà a firmare un accordo o un contratto scritto anticipando almeno il 50% della somma pattuita e non si fanno favoritismi ad amici, amici degli amici, parenti. ecc…. la legge è uguale per tutti!

Per grafici e designer alle prime armi ogni tanto fare una googlata sui prezzi e tariffari non sarebbe una cattiva idea, tra questo risultati troverete i risultati corrispondenti a Colgraf, AudisioGD, GrafRoma e molti altri. All’estero i prezzi sono perfino più alti perché sono più coscienti del valore di chi fa della creatività il proprio pane quotidiano.

Ricordate inoltre di non fate mai compromessi! Non dovete mai svendervi o credere che il vostro lavoro non valga niente!

Se pensate che il vostro lavoro non valga niente alla stessa maniera lo penseranno anche altri e la maggioranza non aspetta altro che sfruttarvi a loro piacimento per ottenere qualcosa da voi e senza pagare un centesimo. Siate sicuri di voi stessi e abbiate dignità!

Ricordate che non siete nè fessi e nè schiavi, di conseguenza farvi trattare come tali dipenderà solo da voi.

Guadagnare è possibile ma questo dipende sempre e solo da voi stessi.

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