I segreti per promuovere il software Open Source

Il software Open Source, così come anche il Software Libero, presentano dei vantaggi incredibili sia nella qualità del codice stesso che nell’uso di tali software per la quotidianità della vita di tutti i giorni nell’ambito professionale o quello privato.

Tuttavia non è semplice farlo capire ai testardi tipicamente tradizionalisti e che spesso chiudono le loro menti crogiolandosi spesso nelle loro convinzioni errate e spesso ostacolando l’innovazione che porterebbe benefici a loro stessi e agli altri, di conseguenza mi sono sentito spinto a scrivere questo articolo che illustra in base alla propria esperienza personale come promuovere il software aperto in maniera efficace anche con persone difficili.

Analizziamo insieme alcuni punti prima di procedere.

Perché molti non vogliono capire

Come riportato sopra i testardi sono davvero molti, specialmente in una nazione come l’Italia che detiene tristemente il primato in Europa per ignoranza. Esattamente come riportato in un articolo precedente.

Parlare quindi di tecnologia e innovazione fa pensare erroneamente che bisogna sempre mettere mani al portafogli, incubo numero uno degli avari e di coloro che hanno una mente totalmente chiusa e avendo di conseguenza una percezione della realtà completamente distorta complica ulteriormente le cose.

Mettendosi di mezzo anche una classe politica che contribuisce negativamente con la sua disonestà, che fa discorsi vuoti, ipocriti e pieni di menzogne, non si premura nemmeno di incentivare o promuovere istruzione adeguata e con scuole di cattiva qualità (e con docenti spesso impreparati e a loro volta non istruiti sufficientemente per i tempi attuali) si peggiora l’insieme delle cose, di conseguenza la scuola in genere diventa a sua volta una vera e propria fabbrica d’ignoranti e creando solo schiavi del sistema che puntualmente lavoreranno con stipendi da fame per i soliti “big”.

Parlare loro di tecnologia, informatica e software risulta a tutti gli effetti un tabù le cui risposte lasciano davvero senza parole. Ad esempio rispondono così:

  • “Non mi parlare di tecnologia, sono cose che non capisco”.
  • “Io mi aggiorno, ho pure comprato il nuovo iPhone”.
  • “È inutile che mi parli di aggiornamenti, Windows costa e per averlo devo craccarlo”. (non sono solo i privati a fare questo discorso, sono anche i titolari di aziende).
  • “C’è crisi, non ci sono soldi” (ma i soldi per altre cose li trovano eccome).

Di conseguenza si tratta non solo di forte ignoranza ma concepiscono l’innovazione comprando il nuovo smartphone di ultima generazione oppure fanno uso di software ottenuto per vie traverse (circa 1 software su due è illegale), in altre parole l’italiano fa di ogni cosa un compromesso, una condotta deleteria che distrugge il senso di legalità e di onestà delle persone.

È anche il motivo principale per cui i ben conosciuti “cervelli in fuga” scappano dall’Italia e molti professionisti Freelance hanno enormi difficoltà a lavorare con una clientela di questo stampo. Non capendo il tipo di lavoro non gli danno nessun valore e di conseguenza anche noi professionisti del settore abbiamo seri problemi ad aiutare a formare le persone e di conseguenza la clientela.

Molti titolari di aziende trattano noi professionisti con l’atteggiamento tipico di coloro che devono sempre assumere personale, scodellando la solita risposta da due soldi: “Le faremo sapere” (la classica scusante di ignoranti e bugiardi che nemmeno risultano competenti nel ruolo di “datorini di lavoro”, usando un termine scarcastico). Tuttavia non hanno ancora compreso che siamo fornitori di servizi e quindi siamo titolari a tutti gli effetti, non siamo dipendenti, risulta a tutti gli effetti un rapporto di fornitore/cliente.

Cosa occorre per promuovere efficacemente il software Open Source

In una terra difficile come l’Italia è quindi chiaro come il Sole che parlare semplicemente di software Open Source e/o di Software Libero non basta, occorre dare delle dimostrazioni dirette.

Naturalmente qui non si vuole additare ai Linux Day o ad altre forme di promozione del software aperto con le solite dimostrazioni e video che ben conosciamo, occorre invece far provare direttamente alle persone quello che noi professionisti utilizziamo tutti i giorni nel nostro lavoro.

In altre parole la gente rimane colpita da quello che utilizziamo perché lo vedono in azione, quindi occorre creare occasioni per far usare immediatamente quello che loro, banalmente parlando, vedono sullo schermo del nostro computer.

Il concetto di base: se lo utilizzate voi lo faranno anche loro

Non è forse noto che la gente rimane colpita da qualcosa che usiamo e a loro volta fanno domande per saperne di più? Di conseguenza è la stessa cosa con il software aperto.

Per esperienza diretta con alcuni nuovi clienti di Tenerife hanno chiesto se usare un sistema Linux fosse difficile, la risposta per loro fu spiazzante quando ho semplicemente risposto: “Vieni, mettiti tu davanti al mio notebook e prova tu stesso”.

Quando gli feci vedere davanti ai loro occhi l’ambiente grafico di Linux Mint ho fatto osservare loro la cosa che salta subito all’occhio, la semplice barra di sistema con il pulsante del menù e le relative funzioni come il controllo del volume, della connessione Wi-Fi, ecc.

Aprendo il menù di Linux Mint uno di loro ha esclamato: “I programmi sono suddivisi per categoria, allora è facile! Anche il pulsante per spegnere il sistema l’ho subito trovato”.

La professionalità mostrata insieme ad una evidente onestà ripagano sempre

Costoro hanno usato il sistema per alcuni minuti e hanno aperto vari file, in primis i file creati con la suite di Microsoft Office e hanno subito notato che non c’era alcuna difficoltà ad aprirli, modificarli e salvarli nel formato proprietario o esportarlo nel formato PDF e da quelle funzioni si è cominciato a parlare di altri particolari. Una domanda tira l’altra e uno di questi clienti ha affermato: “Mi stai facendo proprio appassionare e io che credevo che fosse tutto complicato!”

Ho creato per lui una pendrive USB da testare per i suoi computer e sebbene questi ultimi sono computer Acer del 2006-2007 per Linux Mint (Cinnamon) non è stato però un problema avviarlo e mostrare un’evidente velocità e il cliente ancora una volta mostrandosi entusiasta ha esclamato: “E io che pensavo di dover comprare computer nuovi!”

Quest’ultimo è un imprenditore di Verona trasferitosi a Tenerife e ha talmente apprezzato la semplice dimostrazione a titolo gratuito che gli ho dato che ha espresso il desiderio che accettassi a tutti i costi un contributo di 50 euro, affermandomi inoltre che la collaborazione con la sua attività è praticamente certa. Se poi vogliamo rendere felici ancora di più i nostri clienti mostrategli come funziona Kodi Media Center e facendogli vedere la TV italiana in streaming, di sicuro il cliente si affezionerà molto a voi.

Oltre ad averlo ringraziato ho inoltre rispettosamente risposto a quest’ultimo indicandogli che l’informatica, la tecnologia e il software Open Source sono concepiti per semplificare la vita, non per complicarla. Ma tristemente esistono anche individui che pur di avere in pugno le persone danno loro cattivi consigli e straguadagnando un sacco di soldi alle loro spalle, senza contare che questi cosiddetti tecnici disonesti bombardano letteralmente le persone di paroloni e di bugie facendo sembrare loro che hanno bisogno per forza di costoro.

Usare l’ignoranza e i timori delle persone è meschino e crudele, pertanto è solo logico che noi veri professionisti del settore informatico e tecnologico risultiamo essere per loro una minaccia a tutti gli effetti e usando i mezzi più abietti per screditare la nostra reputazione.

Per promuovere bisogna evolversi

Se il software aperto si evolve e migliora sempre di più alla stessa maniera dobbiamo fare noi professionisti del settore. Le solite dimostrazioni con i soliti “discorsetti”, video e quant’altro non bastano più e nemmeno risultano efficaci.

Può sembrare assurdo e forse impopolare ma occorre scendere nelle pubbliche piazze con i nostri notebook, mostrarlo alle persone e farglielo usare direttamente. Purché sia disponibile una connessione Wi-Fi libera e abbastanza veloce o valutando altre alternative a nostra discrezione.

Pratiche dimostrazioni dirette, parlandone e allo stesso tempo operando su PC sulle operazioni di tutti i giorni che i clienti effettuano è la migliore risposta che si possa dare. Si uniscono le parole ai fatti.

Durante l’uso è possibile identificarsi legittimamente come professionisti del settore e come promotori del software Open Source, fornendo loro un semplice biglietto da visita e magari anche un semplice volantino ben compilato e graficamente strutturato che possa illustrare in maniera ben chiara l’argomento.

Di conseguenza noi professionisti mostriamo che siamo alla portata di tutti e di conseguenza anche l’informatica, la tecnologia e il software aperto non saranno più un tabù.

È quella che amo definire “formazione da strada“, di conseguenza si dimostra che noi professionisti del settore non siamo solo adatti all’ambiente d’ufficio ma siamo disposti ad aiutare le persone anche nei luoghi pubblici e magari davanti ad un buon caffé.

Creando una situazione rilassata ed amichevole sarà più facile parlare di affari e di concludere positivamente in senso economico qualora il cliente fosse realmente interessato ma con l’incredibile vantaggio di avere un dialogo aperto con le persone e aiutarle ad essere meglio istruite sulla tecnologia.

Si possono organizzare delle vere e proprie “formazioni da strada” con materiale adeguato, con pendrive USB a portata di mano e creandole per la nostra nuova utenza in modo che possano testarla comodamente a casa loro o nella loro attività.

Potrebbe anche essere simpatico organizzare tali formazioni in pieno stile “flash mob“, creando così un’iniziativa che le persone non si aspettano e che senza dubbio desterà la loro curiosità.

Di conseguenza i metodi sono molti e alle volte occorre cambiare metodi e approcci, mostrare di conseguenza che siamo amichevoli ma competenti nel nostro lavoro. Basta solo evolversi.

Ricordate inoltre che la gente apprezza molto vedere coloro che amano il loro lavoro e se amiamo il nostro lavoro avremo anche più attenzione per la nostra clientela e questi ultimi si sentiranno al centro dell’attenzione e quindi più coccolati.

Quindi occorre dare priorità al cliente, anziché ai loro computer.

 

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