“Italianità”, la nuova malattia del 21° secolo e il problema degli italiani all’estero

Sono ormai migliaia gli italiani che scappano all’estero e puntualmente si presentano molti problemi, tra questi non è soltanto la scelta della nostra ambita meta ma c’è dell’altro. 

Si fanno spesso i conti con pochi soldi disponibili per scappare da una realtà piena di problemi, caro vita, troppe tasse e il lavoro che chiaramente scarseggia in un paese altamente corrotto come l’Italia.

Tuttavia posso assicurarvi che non è solo l’Italia ad essere corrotta, sono anche gli italiani ad esserlo ed è quello che desidero esporvi in questo articolo.

Il problema degli italiani: l’Italianità

“Italianità”, una parola particolare che però non identifica soltanto la cultura tipicamente italiana con le sue abitudini culinarie, purtroppo identifica tristemente anche un modo di ragionare corrotto che porta parecchi problemi a sè stessi e agli altri e ragionano con una mentalità portata a fare compromessi su tutto e tristemente questo modo di pensare influenza molto negativamente anche all’estero.

È quello che ho appurato anche durante i miei viaggi in Brasile, a Malta e di recente anche a Tenerife (in Spagna), di conseguenza un’altra conferma viene da un articolo scritto in data odierna sul sito di LeggoTenerife (qui il PDF del numero di Marzo scaricabile).

Leggendo l’articolo mi sono sentito spinto a commentarlo e riporto esattamente quanto ho espresso sull’argomento:

Questo articolo spiega in breve quanto mi siano cadute le braccia, così come tutte le mie migliori intenzioni e la speranza almeno di un piccolo miglioramento.
Ma diciamola tutta… questo articolo dimostra che sono stati proprio gli italiani a rovinare moltissimo il posto e il mercato stesso, per tacere dell’immobiliare visto che il truffaldino di turno è sempre l’ennesimo italiano di turno, specialmente quei tipi classificati come “feccia” in Italia.
Il problema è che quando l’italiano si trova all’estero non capisce più una mazza di niente sul vero senso della parola.
Gli italiani lasciano l’Italia ma non il loro modo di pensare, non colgono l’occasione di cambiare anche in questo.
Il paradosso è che lasciano l’Italia ma aspettandosi di trovare l’Italia altrove, è questo il problema.
La cultura italiana non insegna a evolversi ma si rimane impantanati in un modo di pensare che alla fine non porta da nessuna parte, anzi… si contribuisce in maniera pesante e negativa a peggiorare altre realtà al di fuori dell’Italia stessa.
L’italiano in genere, perdonatemi ma è la verità, è generalmente un’inguaribile paranoico e bugiardo, quei pochi che si salvano sono talmente pochi e rari che però vengono screditati a loro volta dai loro stessi connazionali.
Anzi… per i nostri connazionali essere corretti, onesti e capaci è qualcosa del tutto fuori luogo, a tutti gli effetti dimostrano che sono concetti che non conoscono e pertanto costoro peggiorano la vita a sè stessi e agli altri.
Ti proponi di fare qualcosa? Ecco il solito disfattista di turno che vuole tarparti le ali, oppure si fa vivo il classico parassita che ti chiede l’amicizia su Facebook, ti fa domande, scopre se ha qualche specializzazione in particolare e ti chiede se puoi dargli una mano in qualche suo progetto… ma precisiamo, costoro però di aprire il portafogli e pagare onestamente le capacità di un professionista guai, eh?
Il problema è che costoro sono ormai “drogati” di questa mentalità che non hanno ancora compreso che fare in questo modo si peggiorano solo le cose, è un comportamento da pazzi e che causa ancora più malcontento più di quanto non ce ne sia già normalmente di suo.
In altre parole la depressione non è la sola malattia del 21° secolo, ve ne è un’altra… e si chiama “italianità“.

Realtà di fatto ora essere italiani è diventato a tutti gli effetti un problema, ci facciamo una brutta nomina anche alle Canarie e difficilmente riusciamo ad avere un buon rapporto d’affari con altri nostri connazionali all’estero proprio per un modo di ragionare contorto e pensano di fare la vita facile all’estero pensando di aprire il solito bar o ristorante o di “tamponare” appena arrivati facendo inizialmente il cameriere, il pizzaiolo o altre mansioni simili.

Il guaio è che generalmente l’italiano s’improvvisa di fare tutto, ogni genere di cosa e pensate che s’improvvisano anche con i lavori altamente specializzati.

Infatti esistono commenti assurdi su Facebook di italiani fermamente convinti che lavori specializzati unicamente per professionisti possono farlo tutti quanti… errore madornale con effetti devastanti.

Alla stessa maniera noi tecnici informatici veniamo screditati dai nostri connazionali (specialmente quando si parla di Open Source) prendendoci erroneamente per i soliti negozianti da due soldi, oppure si arriva al punto di credere che sono cose che possono fare tutti, con i risultati disastrosi che ben conosciamo e che vediamo tutti i giorni. Alla stessa maniera anche imparare una nuova lingua risulta ostico e problematico per la maggioranza degli italiani che arrivano all’estero senza nemmeno conoscere la lingua inglese.

Altri si comportano come il datorino di lavoro di turno (pur non essendolo ma prendono lo stesso atteggiamento) che ci squadra da capo a piedi e ci valuta su due piedi rispondendo con la solita frase anch’essa da due soldi: “Le faremo sapere” (o nel peggiore dei casi ti danno del tu e senza un briciolo di rispetto).

Oppure i contatti all’estero ci dicono che dobbiamo essere presenti ma quando vi presentate (dopo aver investito in un viaggio a spese vostre) fanno tutto un discorso con le loro problematiche, che avranno pochi soldi da investire, che hanno grandi progetti, ecc. ecc…. ma alla fine della fiera avrete investito soltanto tempo e denaro inutilmente perché un connazionale imprenditore/imprenditrice sul posto vi sbolognerà con un mare di scuse e di altre storie inventate o che il marito, la moglie, il cugino, l’amico dell’amico (e altri che si possono aggiungere all’elenco) dovranno dargli una risposta prima di affidare l’incarico a voi.

Di conseguenza si comprende che è meglio stare lontano da costoro, come in Italia così a Tenerife e in ogni posto della Terra dove siano presenti i nostri connazionali di questo tipo che presentano questi “sintomi”. Fermo restando comunque che non s’intende dire che tutti gli italiani sono disonesti a prescindere ma, triste a dirsi, ci si riferisce a molti dei nostri connazionali.

Se invece siete tra quei pochi italiani onesti potete considerare questo articolo solo una descrizione dettagliata della realtà di oggi, senza quindi sentirvi coinvolti tra gli esempi negativi citati sopra.

È quindi confermato: “l’Italianità è la nuova malattia del 21° secolo”, a prescindere dalla vostra meta estera.

Aggiornamento del 2 Marzo 2017

I commenti e le reazioni su Facebook la dicono lunga sulla realtà dei fatti presentati in questo articolo, c’è chi come al solito “rosicano” e c’è chi invece è d’accordo e le migliaia di visite e dei lettori registrate nelle ultime ore la dicono “mooooolto” lunga a riguardo.

Qui sopra sono soltanto alcuni dei commenti postati sotto ad un trafiletto pubblicato menzionato sopra nell’articolo. I commenti qui sopra fanno riferimento al gruppo degli “Italiani a Tenerife” (gruppo chiuso). Logicamente i nomi sono stati rimossi a garanzia di riservatezza.

Qui sopra i commenti in risposta all’articolo postato in un altro gruppo, ovvero “Il gruppo degli Italiani in Costa Rica..“, una differenza notevole che la dice lunga sul tipo di italiani presenti nelle varie nazioni. Quest’ultimo gruppo, presente anche su Telegram, testimonia che la qualità degli italiani in Costa Rica è chiaramente migliore di quella presente alle Canarie.

 

L’articolo ti è piaciuto? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. 

Facebook Comments
Print Friendly

CC BY-SA 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

Related posts

Rispondi