Linus Torvalds, il papà di Linux, vuole gli hard disk SSD… come dargli torto?

Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux, preferisce gli hard disk allo stato solido piuttosto che i normali hard disk con i soliti dischi magnetici e parti meccaniche.

Le motivazioni sono molteplici tra cui i numerosi problemi di rallentamento del sistema, i tempi di latenza, tempi di caricamento dei programmi e tanto altro.

Di solito quando si tratta di rallentamenti si pensa sempre a Windows ma non si tratta solo di problematiche software ma in questo caso è proprio l’hardware.

Gli sviluppatori s’impegnano moltissimo per migliorare l’uso del sistema operativo e Torvalds lo sa, per questo condanna apertamente la vecchia tecnologia degli hard disk a disco magnetico e parti meccaniche.

Avete mai avuto un inconveniente di perdita dei vostri dati a causa di urti o sbalzi di corrente? Ebbene… sono proprio inconvenienti legati agli hard disk di vecchio tipo, proprio quel genere che Linus Torvalds odia parecchio.

Infatti Torvalds (ironico come sempre) punta letteralmente il dito contro un hard disk meccanico e tentanto scherzosamente di esorcizzarlo gli dice questa frase:

“Vattene da me, Satana!”

L’articolo e l’intervista su TuxJorunal.

Del resto come dargli torto?

La vecchia tecnologia poteva andare bene per ogni tipo di computer fin d’ora ma abbiamo tutti bisogno di fare affidamento ad un unità di storage sicura e veloce.

Come dice lo stesso Torvalds la vecchia tecnologia può andare bene per le unità di backup esterne o i server NAS per lo scambio di dati in ambito aziendale, ma non per l’uso diretto in cui i nostri dati, il sistema operativo e i programmi integrati in esso possono subire dei rischi costanti.

Senza contare che gli hard disk di nuova generazione, gli SSD, presentano invece performance eccezionali e consumando molta meno energia. Aggiungiamo che se subiscono urti non hanno gli stessi inconvenienti di un normale hard disk con parti meccaniche all’interno.

Gli SSD sono allo stato solido, ovvero sono presenti all’interno banchi e circuiti di memoria. Quindi sono fissi, non sono mobili, non hanno parti meccaniche e quindi molto più sicuri per i nostri dati.

La spiegazione dei vantaggi di questa nuova tecnologia è spiegata su Wikipedia in questo modo:

Le unità a stato solido si basano su memoria flash solitamente di tipo NAND per l’immagazzinamento dei dati, ovvero sfruttano l’effetto tunnel per modificare lo stato elettronico di celle di transistor; per questo essi non richiedono parti meccaniche e magnetiche (dischi, motori e testine), portando notevoli vantaggi per la sicurezza dei dati.

Oltre alla memoria in sé, un’unità disco SSD dispone di diversi componenti di supporto alle operazioni.

Vantaggi

La totale assenza di parti meccaniche in movimento porta diversi vantaggi, di cui i principali sono:

  • rumorosità assente;
  • minore possibilità di rottura;
  • minori consumi durante le operazioni di lettura e scrittura;
  • tempo di accesso ridotto: si lavora nell’ordine dei decimi di millisecondo; il tempo di accesso dei dischi magnetici è oltre 50 volte maggiore, attestandosi invece tra i 5 e i 10 millisecondi;
  • maggiore resistenza agli urti: le specifiche di alcuni produttori arrivano a dichiarare resistenza a shock di 1500 g;
  • Maggiore durata: le unità a stato solido hanno mediamente un tasso di rottura inferiore a quelli degli hard disk. Questo tasso oscilla tra lo 0.5% fino a 3% mentre negli hard disk può raggiungere il 10%.
  • minore produzione di calore;

Svantaggi

A fronte di una maggiore resistenza agli urti e a un minor consumo, le unità a stato solido hanno due svantaggi principali:

  • un maggiore prezzo per bit, pari a circa dieci volte il costo di un disco rigido tradizionale.
  • una possibile minore durata dell’unità, a causa del limite di riscritture delle memorie flash. I dispositivi attuali dichiarano un numero massimo di riscritture consecutive dello stesso bit che va da 10.000 a 1.000.000 di cicli, a seconda del modello e degli utilizzi ipotizzati.

Entrambi i problemi sembrano però destinati a risolversi in futuro. Le nuove tecnologie stanno portando memorie flash in grado di garantire durata pari o superiore a quella di un disco rigido tradizionale e attualmente i produttori dichiarano 140 anni di vita con 50 GB di riscritture al giorno su un’unità da 250 GB[4]. Il tutto grazie all’introduzione di particolari tecniche, come quella dell’uso di nanotubi di carbonio. Il costo di questa tecnologia inoltre sta lentamente scendendo (senza nanotubi di carbonio), facendo facilmente presagire una futura sostituzione dei dischi tradizionali con unità a stato solido.

L’unico inconveniente è solo il prezzo perché solo negli ultimi 2 anni il commercio degli SSD si è consolidato, solo la diffusione su larga scala e la scomparsa definitiva della vecchia tecnologia storage permetterà alle aziende produttrici di tale tecnologia allo stato solido di diminuire i prezzi di produzione.

Quale scegliere attualmente?

Gli hard disk allo stato solido (SSD) sono di varie marche e vari tagli di memoria, nonché i prezzi stessi che variano notevolmente in base ai requisiti prima citati. Su Amazon troviamo diversi hard disk SSD in base a quanta memoria vogliamo e ve ne elenchiamo alcuni tra i migliori:

Ricordiamo che il vantaggio delle SSD non è solamente a beneficio di chi usa Windows ma anche di coloro che usano gli altri sistemi operativi quali Linux e Mac.

Le prestazioni aumenterebbero di 50 volte circa e il vostro pc sarà letteralmente irriconoscibile, l’esperienza dell’utente cambierebbe in maniera sostanziale e senza precedenti, la rapidità di esecuzione di programmi e sistemi operativi farebbe risparmiare un mucchio di tempo e di denaro non solo ai professionisti del settore informatico, grafico, ecc. ma anche ad aziende e privati.

Quindi non ci resta che dare ragione ancora una volta a Linus Torvalds.

 


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