Perché diffidare dei falsi professionisti del settore informatico – esperienza con un cliente

Il diffidare dei falsi esperti e professionisti del settore informatico equivale alla stessa maniera di diffidare dei falsi amici.

Con la sola differenza che nel settore professionale costoro rischiano di infangare l’immagine dei veri professionisti e a causa di questi truffatori che si improvvisano esperti di qualsiasi settore chi ci rimette è anche il cliente e/o l’utente finale.

Questa realtà non è solo sul territorio italiano ma anche tra italiani all’estero e viste le ultime esperienze tra gli italiani a Malta e Isole Canarie (e purtroppo anche altre destinazioni internazionali quali anche l’Australia) questa realtà fa vergognare anche chi è italiano che vuole vivere e lavorare onestamente e lo fa a spese di innumerevoli sacrifici sia di natura economica (visto che trasferirsi all’estero non è uno scherzo) e sia in termini morali ed emotivi, questi falsi e/ disonesti professionisti infatti si approfittano dei loro stessi connazionali con disastrose conseguenze.

Pertanto viene riportata un’esperienza con un cliente avvenuta nei giorni scorsi.

L’esperienza e la conversazione con un nuovo cliente

Desidero illustrarvi l’esperienza diretta con nuovo cliente che desidera aprire la sua nuova attività al di fuori dell’Italia, ed è altamente probabile che voglia orientarsi proprio verso le Isole Canarie, con tutta probabilità in particolar modo Tenerife (l’isola più grande e più popolata), avvalendosi di conseguenza dei regimi fiscali senza dubbio molto più agevolati a differenza di quello italiano ormai estremamente oneroso e fallimentare che porta l’italiano stesso ad esserne schiacciato.

Per ulteriori informazioni sul regime fiscale delle Isole Canarie visitare il sito InvestimentiCanarie.com.

La sua esperienza negativa con un falso professionista riguardava la richiesta di un sito e-commerce per la sua attività di import/export documentata nei giorni scorsi su Facebook e ve la riporto come segue:

Una delle regole fondamentali di qualsiasi professionista del settore informatico è quello di non pretendere mai la fiducia di nessuno.
La fiducia va guadagnata come in ogni aspetto della vita, ecco perché quando si parla occorre sempre dare le prove di ciò che si dice, altrimenti sono solo chiacchere al vento.
Un pratico esempio… come si può essere classificati come tecncii informatici o tecnici sistemisti se non si dà alcuna prova di saper fare tale lavoro?
Spesso sono proprio i risultati a parlare… semplice ma logico.
Quando si vuole fare questo mestiere non ci sono scuse che tengano e credetemi… ci sono molti falsi professionisti che millantano chissà cosa e invece sono solo venditori di aria fritta operando senza nemmeno partita IVA (o VAT come nel mio caso con la fiscalizzazione maltese), quindi senza emettere nè ricevute e nè altro, quindi sempre in nero.
Come nel caso di molti che gli chiedi il sito web e loro rispondono con delle scusanti che “è in costruzione” oppure rispondono che ritengono che per ora non sia necessario… ah, sì? E come si pretende di essere trovati in rete dal momento che ora si basa tutto sul web? Bel professionista….
Oppure i soliti fessi che dicono di essere tecnici e quando gli si chiede l’indirizzo e-mail forniscono l’indirizzo di un servizio gratuito come ad esempio Gmail, Hotmail, Yahoo e simili…
Come si può dare credito a simili individui?
Eppure in Italia ci sono molti polli che credono a questi individui.
Nel pomeriggio di Mercoledì 15 Giugno ho sentito al telefono un nuovo cliente di Roma con la quale abbiamo subito preso confidenza in quanto conosciuto in uno dei gruppi Facebook degli italiani a Tenerife e che voleva un sito e-commerce, dicendo che era stato imbrogliato da uno di questi individui… al che gli ho fatto alcune domande del tipo:

  • – Io: “Quando hai commissionato il lavoro a questo cosiddetto professionista ti sei fatto rilasciare un regolare preventivo con tutti i costi da affrontare e con i dettagli del sito e-commerce in questione?”
  • – Cliente: “No, mi sono semplicemente fidato”.
  • – Io: “E quindi non hai nemmeno pensato che per logica si deve stipulare un regolare contratto?”
  • – Cliente: “No, sai… io sono uno all’antica e volevo fidarmi…”
  • – Io: “Non c’entra nulla essere all’antica, perfino nella Sacra Bibbia si narrava di accordi scritti tra le parti e pensi che non fare contratti è essere all’antica fidandosi quando invece i contratti sono cose vecchie di millenni?”
  • – Cliente: “Hai ragione, ho sbagliato…il fatto è che ora ho paura a fidarmi”.
  • – Io: “E deve essere così, infatti. Nemmeno io pretendo che gli altri mi diano fiducia a priori, la fiducia va guadagnata ed ecco perché ne stiamo parlando e ti ho contattato di conseguenza… per delucidarti e toglierti dei dubbi e soprattutto per metterti in guardia.”
  • – Cliente: “E anzi ti ringrazio di questo ma in effetti ora ho parecchi dubbi su quello che voglio fare con il sito e-commerce”.
  • – Io: “È normale, bisogna sedersi un attimo a tavolino e stabilire di che cosa ha bisogno la tua azienda di import/export ma è bene precisare che siccome sei stato imbrogliato non puoi riversare a me le colpe della persona precedente che ti ha fornito un cattivo servizio.
    È come se qualcuno venisse da te e ti dicesse che siccome si sono già rivolti ad un altro servizio di import/export ti trattano male o ti creano problemi sebbene tu non ne abbia colpa, ti sembra giusto?”
  • – Cliente: “In effetti girato così mi si fa capire molte cose… (ridacchiando)”.
  • – Io: “Alla stessa maniera non posso pagare per i peccati altrui, altrimenti il mio lavoro diventa molto più complicato di quello che si possa credere”.

Questa come vedete è una delle infinite situazioni che si creano ogni giorno nel mio lavoro e alla stessa maniera serve sia per i professionisti alle prime armi e sia per eventuali clienti che decidano di avvalersi dei servizi di noi veri professionisti del settore.

Professionisti di vari settori

Poche e semplici regole per diffidare dei falsi professionisti

Dal momento che col cliente abbiamo parlato di come deve essere progettato un sito e-commerce (riportando appunto un vecchio articolo di questo blog), in cui sono stati spiegati costi e responsabilità da affrontare, ho fornito di conseguenza un semplice elenco di piccole regole da seguire che permettono però di diffidare dei falsi professionisti sia in Italia che all’estero:

  • Mai dare ascolto a chi millanta di saper fare tutto, occorrono delle prove concrete (per questo nemmeno il curriculum vitae può fornire abbastanza informazioni, solo in rete si trovano le prove).
  • Controllare il sito web della persona e se non ce l’ha diffidare al massimo (alla stessa maniera diffidare di coloro che dicono che il loro sito è in costruzione o che usano un servizio gratuito come Altervista o si accontentano della pagina Facebook perché non vogliono investire nella creazione di un proprio sito web o blog aziendale). Dopotutto come può un cosiddetto esperto d’informatica e tecnologia dire di saper fare un sito web se non è lui stesso ad averne uno fatto a norma? È come comprare una macchina di dubbio valore dal titolare di una concessionaria che non ha mai testato o posseduto un’auto.
  • Mai affidarsi a persone che non hanno nemmeno un indirizzo di posta elettronica aziendale tipo “info@iltuonome.com” (anche questo è segno di forte ignoranza tecnologica e segno che non investono).
  • Mai affidarsi a persone che non sono possessori di partita IVA (o VAT) nella comunità europea e/o internazionale, il lavoro in nero e/o ritenuta d’acconto non porta da nessuna parte, riportare tutte le cifre investite con ricevute bancarie e regolare fattura sono importantissime (di conseguenza mai inseguire a tutti i costi il risparmio perché si spende di più a pagare un idiota che un professionista).
  • Mai affidarsi a coloro che non sono disposti a nessun accordo scritto, quindi con regolare contratto firmato e nel caso di un sito web occorre versare almeno il 50% della somma pattuita per iniziare i lavori.
  • Mai affidarsi a coloro che non sono disposti nemmeno ad un incontro con il cliente stesso o che per ogni motivo possibile costoro non sono mai reperibili.

D’altro canto…

…Per noi professionisti del settore invece si consiglia di visitare l’articolo intitolato “10 Modi per Riconoscere ed Evitare Cattivi Clienti“, la lettura dell’articolo indicato viene consigliata anche ai clienti stessi come monito, visto che esistono appunto anche cattivi clienti e spesso nemmeno si accorgono di esserlo o semplicemente come al solito pensano di fare i furbi.

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