Ubuntu 12.10 nome in codice "Quantal Quetzal", recensione e guida all'installazione

Il giorno 18 Ottobre 2012, come da programma, la società Canonical ha rilasciato la nuova versione del suo celebre sistema operativo basato sul kernel Linux: Ubuntu 12.10 nome in codice “Quantal Quetzal”.

Puntualmente l’abbiamo scaricato e testato sui nostri pc per verificare le varie novità che la società capitanata da Mark Shutlleworth ha avuto in serbo per gli utenti.

Cominciamo subito a dire che negli ultimi 2 anni si è parlato molto del nuovo ambiente grafico creato da Canonical, e cioè Unity. Quindi c’è a chi piace e a chi no.

L’utenza abituale preferisce un ambiente più leggero e immediato e non si può certo dire che Unity sia una piuma visto che le ultime versioni di Ubuntu preferiscono computer un pò più potenti, cioè che abbiano almeno 1 GB di memoria ram (ma a questo punto meglio 2 GB), quindi i computer degli ultimi 4-5 anni non hanno particolari problemi ma se la nostra macchina risulta essere ancora più datata allora dovremo optare per Linux Mint o meglio ancora Lubuntu (che recensiremo nei prossimi giorni).

Ecco un filmato promozionale.

Precisazioni

Nella nostra recensione cercheremo di usare un linguaggio e dei termini possibilmente più semplificati per permettere anche ai principianti di capire i concetti fondamentali e aiutare tutti nelle operazioni di base.

In caso di problemi potete richiederci una regolare assistenza nella nostra pagina dei contatti.

Installazione

Abbiamo installato Ubuntu 12.10 Quantal Quetzal su macchina virtuale dedicandogli 2 GB di memoria ram, 30 GB di hard disk e 128 mb di scheda video. Chiaramente installando Ubuntu fisicamente su un computer reale le prestazioni risulteranno chiaramente migliori.

La schermata viola con due icone in basso indica che il sistema sta caricando, possiamo comunque premere il pulsante “enter” (o invio) sulla nostra tastiera, scegliere la lingua e tra le opzioni possiamo scegliere se prova Ubuntu senza installarlo o procedere direttamente all’installazione. In questo caso abbiamo lasciato che si caricasse automaticamente.

La schermata di caricamento.

La schermata è alquanto semplice e immediata, scegliamo quindi la lingua da usare predefinita e procediamo. Quindi scegliamo “prova Ubuntu” se vogliamo provare il sistema senza installaro sul nostro pc.

In questo caso abbiamo scelto d’installarlo sul nostro pc, quindi “installa Ubuntu”.

Il sistema verificherà se il computer corrisponderà ai requisiti fondamentali per l’installazione. Quindi che abbia almeno 4,8 GB di spazio libero e che sia collegato alla rete elettrica, quindi ai possessori di netbook e notebook non consigliamo assolutamente di operare l’installazione contando sulla carica della batteria perché nel malaugurato caso che si scarichi l’installazione sarà compromessa.

Poi accertatevi che il vostro pc sia connesso a internet in quanto il sistema scaricherà gli ultimi aggiornamenti e installerà i software di terze parti come i codec e altro (ricordiamo quindi di spuntare queste opzioni come da schermata).

Nel nostro pc non è installato alcun sistema, quindi abbiamo selezionato logicamente la prima opzione, cioè “cancella il disco e installa Ubuntu”.

Impostiamo quindi il fuso orario e andiamo “avanti”.

Impostiamo il layout e la lingua della nostra tastiera.

Impostiamo il nostro nome e cognome, il nome del nostro computer e lo username che useremo nel sistema. Scegliamo quindi una password sicura e procediamo. Ricordiamo inoltre che la password è obbligatoria all’accesso in quanto non servirà solo per accedere al nostro pc ma anche per impostare e confermare operazioni di amministrazione.

Quando installareremo/disinstalleremo programmi o dovremmo aggiornare il sistema e tanto altro Ubuntu ci chiederà sempre la password per confermare tali operazioni. Ciò consentirà al nostro computer di essere realmente sicuro e nessun’altro potrà modificare le funzioni del nostro sistema operativo o accedere ai nostri dati personali.

Questo impedirà anche ai virus di fare presa sul sistema.

La procedura d’installazione è in corso, non ci resta che attendere. Nel frattempo il sistema c’illustrerà le varie potenzialità e possibilità che potremo sperimentare non appena avremo finito d’installare Ubuntu.

Abbiamo terminato, quindi clicchiamo su “riavvia ora”. Durante il riavvio il sistema espellerà il disco, se non lo farà dovremmo estrarre noi il disco e premendo il pulsante “enter” (o invio) il sistema terminerà il riavvio.

Al successivo avvio potremo finalmente accedere al nostro sistema inserendo la password che abbiamo scelto durante l’installazione.

Ed ecco Ubuntu in tutto il suo splendore. Tuttavia non abbiamo terminato qui, il sistema richiede qualche altro accorgimento tecnico.

Abbiamo subito aperto la dash (cliccando sul pulsante in alto a sinistra col simbolo di Ubuntu) e abbiamo cercato subito gli aggiornamenti di sistema, tuttavia non ci è piaciuto affatto che Canonical abbia integrato le ricerche anche su Amazon di qualunque cosa cerchiamo invece nel nostro stesso PC.

In ogni caso abbiamo cercato per prima cosa di effettuare qualsiasi aggiornamento disponibile. Quindi lo eseguiamo cercando la funzione “aggiornamento software” nella dash.

Il sistema controllerà la presenza di aggiornamenti, dal momento che il sistema li notificherà clicchiamo sul pulsante “installa ora”. Il sistema ci chiederà la password di sistema, quindi inseriamola e andiamo avanti.

Abbiamo comunque preferito riavviare il sistema per precauzione e per rendere effettive le modifiche da parte degli aggiornamenti appena eseguiti, quindi ci è bastato cliccare in alto a destra sull’icona a forma d’ingranaggio e abbiamo selezionare “riavvia”.

Abbiamo riscontrato i primi problemi al successivo riavvio, quindi abbiamo acconsentito a inviare la problematica cliccando su “segnala problema”, ricordando inoltre che Ubuntu è software Open Source e che l’invio delle segnalazioni consente agli sviluppatori di risolvere tempestivamente il problema e negli aggiornamenti automatici troviamo sempre la soluzione entro pochi giorni, a differenza di Microsoft ed Apple che ci mettono mesi a risolverli o non li risolvono per nulla.

Una cosa molto importante, dobbiamo accertarci di aver installato nel sistema tutti i driver delle nostre periferiche come le schede video, Wi-Fi ed altro. Quindi clicchiamo sull’icona a forma d’ingranaggio con una chiave inglese che sarebbe “impostazioni di sistema” (il pannello di controllo di Ubuntu) e selezioniamo “sorgenti software”.

Selezioniamo successivamente “driver aggiuntivi”, selezioniamo la periferica da installare e confermiamo cliccando sul pulsante “applica modifiche”.

Ora veniamo al fastidioso problema dei prodotti disponibili su Amazon su ogni ricerca che facciamo nella dash.

Quindi cerchiamo il “terminale” e scriviamo il seguente comando: sudo apt-get remove unity-lens-shopping

Inseriamo la nostra password di amministrazione e confermiamo l’operazione cliccando sulla tastiera il pulsante “s” che indica risposta positiva. Riavviamo poi la sessione o riavviamo il sistema direttamente.

Al successivo riavvio del sistema abbiamo aggiustato la risoluzione dello schermo e abbiamo voluto cambiare lo sfondo predefinito. Quindi ci è bastato farlo cliccando col pulsante destro del mouse in qualsiasi punto dello schermo e successivamente “cambia sfondo scrivania”.

Troviamo diversi sfondi predefiniti ma dal momento che apprezziamo qualcosa di luminoso abbiamo scelto non solo lo sfondo con le nuove e i raggi solari ma il tema grafico “Ambiance” non ci piaceva, quindi abbiamo optato per “Radiance”.

Naturalmente è possibile cambiare tema al sistema in ogni dettaglio e potremo scaricare sfondi e temi da Gnome Look.

Le personalizzazioni di Ubuntu non si fermano qui, sono molteplici e le sue funzioni sono chiaramente superiori a Windows e Mac.

Questa schermata che vi abbiamo postato dimostrano funzioni, personalizzazioni e grandi possibilità d’uso.

Conclusioni

Le potenzialità del software Open Source non hanno limiti mentre il software proprietario prodotto da Microsoft (Windows) ed Apple (Mac OS X e iOS) hanno grossi limiti sebbene più diffusi.

I tempi ormai stanno per cambiare e di Ubuntu se ne sentirà parlare più spesso dal momento che Valve e Blizzard stanno sviluppando videogames nativamente per i sistemi basati su Linux, così come i computer con Ubuntu preinstallato.

Per i più esperti e smaliziati vi consigliamo un altro articolo che vi tornerà utile ed è quello proposto dal blog di Marco’s Box per completare così la vostra installazione.

Ricordiamo che la versione di Ubuntu che abbiamo recensito, la 12.10 chiamata “Quantal Quetzal”, è una versione che esce ogni 6 mesi ed è adatta a coloro che amano usare un sistema sempre nuovo e aggiornato.

Abbiamo comunque riscontrato una certa lentezza nell’esecuzione dell’ambiente grafico di Ubuntu, quindi Unity di questa nuova versione, ma tale problema era dovuto all’integrazione di Amazon nella ricerca della dash (che abbiamo poi risolto col comando da terminale che abbiamo illustrato prima) ma si aggiunge il fatto che il sistema è appena stato pubblicato e di conseguenza tali problemi verranno corretti con i successivi aggiornamenti.

Tuttavia per avere la migliore stabilità e per evitare di cambiare versione del sistema operativo ogni 6 mesi esiste la possibilità di ottenere supporto e aggiornamenti per ben 5 anni grazie alla versione 12.04 LTS denominata “Precise Pangolin” e per l’appunto la sigla LTS sta per “Long Term Support”, cioè supporto a lungo termine.

La versione LTS inoltre è perfettamente adatta agli ambienti professionali e uso d’ufficio, permettendo così di evitare continue problematiche legate all’assistenza tecnica. In questo modo interverremo solo in caso di reali problematiche.

Il futuro dell’informatica è ormai sotto il segno dell’Open Source, tuttavia in Italia persiste la disinformazione e il tradizionalismo, cioè il volersi impantanare coi vecchi sistemi operativi come Windows XP e la maggioranza delle aziende, i privati e le pubbliche amministrazioni si ostinano ancora col vecchio software chiaramente diventato ben poco sicuro per loro stessi e per gli altri.

Noi cerchiamo di abbattere il più possibile questi fattori negativi sia coi nostri articoli dettagliati e sia coi nostri servizi di assistenza in cui cerchiamo di fornire soluzioni al miglior prezzo possibile e adottando nella maggioranza dei casi solo software free e/o Open Source e solo in alcuni rari e necessari casi software a pagamento, quindi non solo in ambito Linux ma diffonderlo anche in ambito proprietario come Windows e Mac.

Ricordiamo che è possibile acquistare computer portatili con Ubuntu preinstallato o comunque senza Windows, come ad esempio il notebook Asus X54C che abbiamo recensito poco tempo fa e che v’invitiamo a visionare.

Non ci resta quindi che augurarvi la migliore esperienza d’uso con Ubuntu e potrete dimenticare i problemi legati specialmente a Windows, parlando appunto di virus, spyware, instabilità, schermate blu, ecc.

Qui sotto trovate il pulsante per scaricare il sistema operativo in base alla vostra architettura, quindi 32 o 64 bit. Buon download!

 

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5 Thoughts to “Ubuntu 12.10 nome in codice "Quantal Quetzal", recensione e guida all'installazione”

  1. […] o un privato. Il vostro acquisto deve durare nel tempo e grazie ai sistemi basati su Linux (Ubuntu o Linux Mint) che potete installare liberamente e gratuitamente risparmierete un sacco di soldi in […]

  2. […] dovete passare ad una altra soluzione, quella di optare vivamente per un sistema basato su Linux (Ubuntu o Linux Mint). Nel nostro blog trovate tutte le informazioni che […]

  3. luca

    Nell'ultima foto che hai messo, ho visto che utilizzi anche "conky" . Lo hai creato tu oppure lo hai addatato per i tuoi bisogni?

    1. Il Conky era a scopo illustrativo, non è nostro. Lo abbiamo scritto anche nell'articolo sotto l'immagine che era per mostrare le varie personalizzazioni e potenzialità.

  4. […] ora la piattaforma di gioco ideale sono i sistemi operativi basati su Linux, in particolar modo Ubuntu e Linux Mint, in quanto sistemi operativi Open Source e molto più pratici e veloci. Non […]

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