Il comune di Buccheri (SR) ha rifiutato il software Open Source

opensourcequestionChe fine ha fatto la proposta del software Open Source nelle pubbliche amministrazioni?

Nel caso del comune di Buccheri (SR), dove siamo residenti sia come abitazione che come attività, si è risolta in un nulla di fatto.

Nemmeno una risposta diretta, non si sono nemmeno degnati di comunicare un Sì o un No. Nulla. Tranne delle mezze risposte dai loro impiegati comunali con risposte disarmanti e stupide del tipo: “Non ci sono soldi”.

In data 21 Dicembre 2011 abbiamo presentato formalmente una proposta scritta che potete scaricare cliccando qui. Malgrado ciò hanno deliberatamente ignorato la cosa nonostante abbiamo avuto un incontro diretto con un assessore e un rappresentate del servizio sociale.

Altre fonti ci hanno invece informati che nei giorni scorsi sono intervenuti dei tecnici di un altra azienda informatica per sistemare (in teoria) i loro problemi perenni (e poi continuano a sostenere che le casse comunali sono sprovviste di denaro per pagare un intervento più qualificato, un assoluta vergogna).

I problemi di cui parliamo sono i seguenti:

  • continui blocchi di sistema.
  • continue infezioni di virus con conseguenti problemi.
  • uso perenne di software a pagamento (Windows, Office, ecc.). Tali software costano centinaia di euro.
  • uso continuo di Internet Explorer con conseguente infezione di spyware e i dati degli utenti sono scoperti a tutti.
  • continue scusanti da parte del personale degli uffici comunali giustificandosi coi cittadini che i computer sono bloccati e non si può fare molto (spesso cosa non vera o comunque motivata dai problemi elencati prima).
  • spese continue di software antivirus e protezioni varie.

E l’elenco potrebbe continuare ma preferiamo fermarci qui.

Invece grazie al software Open Source le cose si sarebbero risolte molto meglio, con meno dispendio di denaro e con un livello di sicurezza senza precedenti.

Al posto di Microsoft Windows, di Office e molti altri li avremmo invece rimpiazzati con i seguenti software:

  • Linux Mint 13 “Maya” (Cinnamon, oppure con Mate sui pc più datati, nel peggiore dei casi con Lubuntu). Perfettamente stabile, continuamente aggiornabile e immune dalle solite problematiche di Windows. Costo del sistema: € 0,00.
  • LibreOffice 4 (già integrato nel sistema ma solo da aggiornare). Costo del software: € 0,00.
  • Mozilla Firefox con estensioni di sicurezza adeguate. Anch’esso è a costo zero.
  • nessun antivirus in quanto Linux non necessita di tale protezione. Quindi altri costi di licenze e di gestione azzerati.

Abbiamo scelto di usare Linux Mint nelle attività aziendali e nelle pubbliche amministrazioni in quanto molti sono abituati all’interfaccia di Microsoft Windows, quindi è la scelta più azzeccata per i tradizionalisti e per coloro che fanno fatica a digerire le innovazioni.

Insomma, le pubbliche amministrazioni bruciano stupidamente denaro e poi lamentano che non ne possiedono o che non riescono a far quadrare il bilancio facendo scarica barile con la regione, lo stato, la crisi, ecc.

Sono semplicemente gestite da persone poco sveglie e mentalmente pigre, poco aperte alle innovazioni e molto altro.

Senza contare che il comune di Buccheri preferisce agevolare gli stranieri con contributi verso di loro anzichè aiutare il cittadino italiano in difficoltà. Quindi lamentano poi che non hanno denaro nelle casse comunali, il motivo potete quindi capirlo voi stessi.

E tutto ciò malgrado il software Open Source sia di Legge. Il Decreto Sviluppo 2012 – Misure urgenti per l’agenda digitale e la trasparenza nella pubblica amministrazione.

10. Il comma 1 dell’articolo 68 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e’ sostituito dal seguente: «1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:
a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;
b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;
c) software libero o a codice sorgente aperto;
d) software combinazione delle precedenti soluzioni.
Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilita’ di accedere a soluzioni open source o gia’ sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, e’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso.
La valutazione di cui al presente comma e’ effettuata secondo le modalita’ e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi’ parere circa il loro rispetto»

Da tutto ciò potete trarne delle logiche conclusioni, visto che il comune di Buccheri è un meraviglioso paesello di circa 2.000 abitanti ma che purtroppo lo stanno lasciando ormai morire stupidamente per una mentalità distorta e retrograda.

Nella provincia autonoma di Bolzano fanno già da tempo tutto questo, il video di Report che vi postiamo qui sotto è di 5 anni fa.

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