Il fallimento delle scuole italiane, una dura realtà – video

Il fallimento delle scuole italiane è realtà di fatto, lo si vede dagli effetti stessi e dal tipo di studenti che essa produce.

In questo articolo verranno trattati brevemente diversi argomenti, in particolare sarà il video che ho realizzato ad esprimere chiaramente le realtà e i dati di fatto che si vedono nella realtà tipicamente italiana.

Di conseguenza cosa c’era da aspettarsi da una cattiva amministrazione?

Il fallimento delle scuole italiane – video

Ecco il video realizzato in concomitanza con l’articolo, attendo pertanto i vostri commenti e se possibile condividetelo tra i canali social non solo per esprimere il vostro apprezzamento anche con un bel “Mi piace” ma soprattutto per diffondere realtà e dati di fatto e non semplici pareri.

Il testo principale del video

L’argomento risulterà un po’ duro e pesante per certi versi, tuttavia è solo la verità.
Molti potranno dire: “Ma che cosa c’entra la scuola con la tecnologia e l’informatica?”

Eccome se c’entra, dal momento che l’informatica e la tecnologia devono entrare a far parte di ogni ambito, facilitando enormemente non solo l’apprendimento ma le facoltà di ogni studente, spinto dalla curiosità e dalla voglia di fare di sicuro svilupperà novità e tecnologie che prima erano impensabili ma tutto ciò aiuterà anche lo studente nell’ambito lavorativo e professionale, per tacere di un migliore apprendimento della lingua italiana e della grammatica.

I risultati, del resto, si vedono ogni giorno sul web e sui social network.
Ogni volta che un utente s’impegna a scrivere una semplice frase sono subito evidenti errori grammaticali grossolani come ad esempio dimenticare la lettera “H” quando si scrive semplicemente “hai ragione”, oppure mancano di posizionare una semplice virgola nei punti giusti di una frase.

La scuola di oggi non incentiva alla curiosità, non incentiva ad essere intraprendenti, non incentiva ad imparare davvero ma solo ad attenersi al libro di testo che spesso risulta obsoleto e comunque risulta essere solo un peso non solo per portarlo a mano o nello zaino, ma risulta un peso imparare dallo stesso libro e le lezioni stesse risultano essere solo ripetitive e frustranti.

Per questo motivo molti studenti non prendono più seriamente la scuola ma la considerano solo un peso e non come un posto dove ci vanno davvero volentieri per imparare ma solo per fare quello che gli pare a loro e spesso anche fare vandalismo.

La scuola non è più un posto dove s’impara davvero ma l’unica cosa che s’imparano davvero sono degli standard minimi.

Colpa anche dei docenti che spesso non si aggiornano sulle nuove tecnologie o sulle nuove informazioni disponibili, risultano essere più aggiornate le fonti online come Wikipedia e altri siti web che forniscono informazioni più dettagliate su ogni materia.
Quindi è sufficiente un PC o addirittura un dispositivo mobile, come ad esempio uno smartphone o un tablet, per accedere a informazioni più aggiornate e smentire così i docenti sulle informazioni che loro erroneamente forniscono.

La maggioranza dei docenti stessi non insegnano più per il piacere d’insegnare ma solamente per prendere lo stipendio, del resto il loro modo d’insegnare è più che evidente, i risultati stessi sono estremamente deludenti e i voti che daranno spesso sono inquinati dalla loro stessa incompetenza, per il fatto che non sanno insegnare veramente e non solo… tutto il sistema scolastico non va, non funziona!

Perfino studenti universitari hanno difficoltà a usare il PC e addirittura a compilare un semplice curriculum in formato europeo.

Di conseguenza perfino i docenti che, a loro dire, insegnano informatica… in verità non sanno un bel niente sulla materia o addirittura le loro informazioni sono costantemente obsolete con la scusa che si devono aggiornare e non hanno soldi per fare questo.

Basterebbe invece un pò di buona volontà anche solo utilizzando la rete per informarsi e aggiornare periodicamente i loro software per rimanere costantemente aggiornati anche sul loro utilizzo e sulle nuove caratteristiche… ma l’altra scusa che molti dei docenti usano è quella che, a loro dire, non hanno mai tempo per niente.

Altre fonti in rete che testimoniano questa realtà

Sulle pagine di Inchieste di Repubblica si parla della Scuola 2.0, ovvero un articolo che illustra in modo semplice ma diretto la realtà attuale delle scuole italiane, un articolo di di ALICE GUSSONI e SALVO INTRAVAIA.

Fondi stanziati che arrivano con il contagocce, docenti a corto di preparazione e infrastrutture inadeguate. La fine dell’anno scolastico traccia ancora una volta un bilancio amaro: malgrado i tanti proclami, la sfida per digitalizzare l’insegnamento arranca e l’ambizione di avere elementari, medie e superiori al passo con i tempi resta un miraggio. Con un paradosso a monte: in Italia, secondo lo stesso governo, il 44% della popolazione è ancora incapace di accendere un computer.

Una durissima realtà quanto deludente, di conseguenza cosa ci si poteva aspettare da una cattiva gestione?

Un altra fonte utile dove illustra la realtà attuale, un libro intitolato “La fabbrica degli ignoranti“, di Giovanni Floris (2008). La disfatta della scuola italiana bene illustrata…

Il manager strapagato che incita a vincere come fece Napoleone a Waterloo, l’avvocato che scrive “l’addove”, il politico secondo cui Darfùr è il dialetto per dire “sbrigati”.

La nostra classe dirigente è composta da mostri? La ben più dura realtà è che non sono più ignoranti della media.

Questo clamoroso fallimento culturale ha un colpevole: la scuola. Per ogni persona che non capisce o non si fa capire c’è infatti un professore senza prospettive, un laboratorio senza apparecchiature, un preside senza portafoglio e una sfilza di ministri che hanno accumulato riforme sempre più inutili. Non può pretendere di avere un futuro un Paese in cui non si rispetta l’istituzione che forma i cittadini.

In cui si guadagna meno a insegnare che a pulire i pavimenti, e i bravi docenti vengono ricompensati con carriere immobili.

“Siamo allo stadio di zoo umano”, commenta sconfortata una prof, ma di chi è la colpa? In questa inchiesta sui mali della scuola e dell’Università italiane Giovanni Floris non risparmia fatti, numeri e situazioni allucinanti.

Dall’asilo di Napoli che non apre perché mancano i bidelli fino all’istituto friulano che ogni anno cambia l’intero corpo docente (precario).

Un libro di denuncia e insieme un atto d’amore verso una scuola di nobile tradizione, piombata in un Medioevo di strutture fatiscenti e insegnanti girovaghi come braccianti.

Di fronte al declino della convivenza civile, della vita politica, dell’innovazione culturale, è ora che torniamo tutti sui banchi.

Oltre a questo c’è una ricerca completa che potete trovare su Google.

Ma allora chi può fare formazione in campo tecnologico e informatico?

La risposta è semplice, noi tecnici e programmatori esperti del settore che possiamo e dobbiamo formare non solo gli studenti ma perfino i docenti stessi e senza il vincolo imposto dallo stato italiano ne da altri enti.

Solo noi professionisti abbiamo l’esperienza e la conoscenza tecnica per istruire adeguatamente una vasta utenza, perché noi, al contrario dei docenti, investiamo nel rimanere sempre aggiornati non solo sull’hardware ma soprattutto sul software che è la parte più importante.

Del resto è impensabile ragionare in termini d’informatica solo ed esclusivamente in ambito Microsoft perché quello è il modo di ragionare secondo l’etica commerciale dell’azienda di Redmond, pertanto non è la vera informatica.

La vera informatica è rappresentata dal software Open Source, che piaccia oppure no.

Windows XP è scaduto l’8 di Aprile, pertanto ci sono ancora moltissime strutture pubbliche e anche aziende che si ostinano al cambiamento, soprattutto le scuole utilizzano ancora software obsoleto.

Per concludere l’articolo vi rimando ad un documento pubblicato di recente, ovvero “La differenza tra Linux e Windows” che trovare a questo link.

Pertanto auguro a tutti gli studenti e i docenti a riflettere su quanto trattato, negare la realtà di certo non aiuterà a progredire realmente.

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